RUGGERO I DI SICILIA

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I NORMANNI

  • . Mentre , monaco benedettino e normanno del monastero di Sant’Eufemia fondato da , nel suo De rebus gestis Rogerii Calabriae et Siciliane comitis er Roberti Guiscardi ducis fratris, sostenne addirittura che Dio avesse suggellato con "la stirpe di un’alleanza simile a quella che in altri tempi aveva stipulato con Abramo".
  • . CHI ERANO I NORMANNI Ma chi erano effettivamente i che nell’XI secolo conquistarono l’Italia meridionale, dalla Puglia alla Calabria alla Sicilia? E quali furono i segni che questa dominazione lasciò nella cultura e nella società meridionali.
  • . La Sicilia, invece, era musulmana fin dal IX secolo.
  • . Recatisi in Sicilia per combattere gli Arabi, non ottennero dai Bizantini di Maniace la giusta ricompensa.
  • . Ruggero d’Altavilla, ultimo dei numerosi figli di Tancredi, dopo aver aiutato il Guiscardo nella conquista della Calabria, passò in Sicilia per scacciare dall’isola i musulmani; ma prima, tra i due fratelli fu stipulato un accordo relativo alla spartizione del dominio della Calabria, dove, una volta conquistata l’isola, nel 1072, Ruggero mantenne nella parte orientale alcuni feudi e vassalli direttamente dipendenti da lui, mentre la signoria della regione rimaneva sempre al Guiscardo.
  • . Pur mantenendo a Troina, in Sicilia, una specie di centro amministrativo, Ruggero fece di Mileto, dove trascorse gli ultimi anni della sua esistenza, la capitale del suo regno, facendovi affluire dalla Sicilia e dalla Francia personale amministrativo e uomini di chiesa e trasformandola in una città potente, e dove, fra l’altro, creò anche una zecca.
  • . Nel frattempo erano anche morti i figli del Guiscardo, Ruggero Borsa e Boemondo, e Adelaisa resse il trono a nome di Simone, morto il 28 settembre 1105 all’età di dodici anni, e poi di Ruggero II, il quale nel 1127 ottenne l’investitura della Sicilia e nel 1130, dopo una lunga lotta col cugino Guglielmo, fu incoronato ad Avellino da papa Anacleto re di Sicilia, Calabria e Puglia.



    Ruggero II
  • RUGGERO II Ruggero II (1095 circa - Palermo 1154), conte di Sicilia (1101-1130), duca di Puglia e di Calabria (1127-1130), primo re di Sicilia (1130-1154), figlio di Ruggero I d'Altavilla e di Adelaide di Monferrato.
  • . Conte di Sicilia e duca di Puglia, il principe normanno assumeva così la veste di signore di tutta l'Italia meridionale, anche se non tutta ancora conquistata.
  • . Alla morte di Onorio II (1130), sostenne l'antipapa Anacleto II contro il papa legittimo Innocenzo II, ed ebbe dal primo il titolo di re di Sicilia e degli Stati principeschi di Puglia, Calabria e Capua, e fu coronato a Palermo il 25 dicembre 1130.
  • . La pace col pontefice consentì al re di ristabilire la sua autorità all'interno e di riprendere, con la collaborazione di Giorgio d'Antiochia e di altri valorosi ammiragli, l'espansione oltre mare, dalla Sicilia alla costa tunisina e dalla Puglia alla Grecia (con un attacco alla stessa Costantinopoli nel 1149).
  • . Ruggero II fece del regno di Sicilia uno degli Stati d'Europa più potenti e meglio ordinati (base legislativa, le Assise del Regno di Sicilia, date ad Ariano nel 1140).



    Ruggero II re di Sicilia
  • 6 Gli eredi della conquista Ruggero II re di Sicilia Alla morte di Guglielmo nel 1127, Boemondo II di Taranto, nipotino di Roberto Guiscardo e uno dei due pretendenti potenziali alla successione al ducato di Puglia, si disinteressa dell’eredità per il suo principato di Antiochia.
  • . Invece, il nipote del Guiscardo, Ruggero II, figlio del Granconte, ha allora trentadue anni ed è padrone della Sicilia dal 1105.
  • . Tale impresa nascosta sotto la maschera di una « guerra santa » fallisce tanto miseramente da constringere, in agosto 1128, il papa a insignire Ruggero II del titolo di suo zio : »duca di Puglia, di Calabria e di Sicilia », consacrando in tal modo l’unità del Mezzogiorno continentale e della Sicilia.
  • . Ruggero II è di ritorno in Sicilia nel 1130.
  • . Il 25 dicembre 1130, a Palermo, il papa dà vita a un nuovo regno, il cui principe, Ruggero, nipotino di un signorotto del Cotentin, è riconosciuto re di Sicilia, duca di Puglia e di Calabria, principe di Capua.



    Roberto, duca di Puglia, di Calabria e di Sicilia
  • I Normanni nel Mediterraneo 5 Roberto, duca di Puglia, di Calabria e di Sicilia D opo il riconoscimento ufficiale a duca di Puglia e di Calabria, ottenuto a Melfi nel 1059, Roberto Guiscardo prosegue la conquista sistematica del Mezzogiorno, in particolare in Calabria e con spedizioni in Sicilia dove delega Ruggero, suo fratello.
  • . Dopo una guerra trentennale, Ruggero, detto « il Gran conte », strappa la Sicilia ai musulmani.



    I Normanni
  • . Alla fine del secolo Ruggero d'Altavilla , fratello del Guiscardo portò a compimento la liberazione della Sicilia dagli arabi .
  • . All'inizio del XII secolo, l'Italia meridionale era frammentata in una serie di ministati retti da principi, duchi e conti: Ducato di Puglia con capitale Salerno, Principato di Capua, Principato di Taranto, Contea di Sicilia, Contea di Montesantangelo, Contea di Conza, Contea di Principato, Contea di Ariano, Contea di Loritello, Contea di Alife, Contea di Boiano, indipendenti erano città come Bari, ed altri baroni si atteggiavano all'indipendenza.
  • . Nel 1127, il conte di Sicilia, e signore della Calabria, Ruggero II , prese il controllo del ducato di Puglia.
  • . Nel 1130, dall'antipapa Anacleto II, ebbe l'investitura del Regno di Sicilia.
  • . Nel 1194, l'imperatore svevo Enrico VI , in ragione del suo matrimonio con Costanza di Altavilla , unì la corona imperiale a quella di Sicilia.

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    Adelasia di Sicilia
  • Associazione Culturale Italia Medievale Promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e artistico del medioevo italiano Partner Personaggi del Medioevo in pillole Adelasia di Sicilia di Ornella Mariani Ruggero II d'Altavilla (1095-1154) re di Sicilia (1130-54), figlio di Ruggero I e Adelasia del Vasto, incoronato da Cristo.
  • . © Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi E' un groviglio di parentele prestigiose a fare da sfondo al casato di Adelaide o Adelasia , Gran Contessa di Sicilia, terza sposa di Ruggero I e madre di Ruggero II : gli Aleramidi , i Del Carretto , i Monferrato , i Lancia .
  • . A parte i fitti rapporti con i ghibellini tedeschi e, in particolare con la casa staufica, essa assunse ruolo e peso nelle vicende italiane, soprattutto in virtù delle nozze di Adelasia col Gran Conte Ruggero I di Sicilia .
  • . Defraudati, indifesi e minorenni, gli eredi legittimi furono costretti ad emigrare in Sicilia, ove si avvalsero di contratti incrociati a carattere politico/matrimoniale con gli Hauteville .
  • . Suo erede fu Simone Aleramico che, parallelamente alla prima crociata, fondò ad Est di Plutzia o Platea - l’attuale Piazza Armerina - il primo Priorato Patriarcale siciliano del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
  • . Egli era forte di un rispettabile passato e di larga autorità riconosciutagli dal Gran Conte, quando era stato designato uomo/ponte fra gli interessi normanni e le popolazioni greche della Calabria e Sicilia orientale.
  • . Morto, intanto, il figlio di Roberto il Guiscardo , il minorenne Ruggero II ereditò anche la Puglia, consolidando quella tradizione dinastica che trasformò in Regno di Siciliae et Italiae , con una estensione dal Tronto sull’Adriatico, al Garigliano sul Tirreno: confini restati immutati per sette secoli.
  • . Protesse, anzi, con forte impegno due prestigiose figure del Clero calabrese, delle quali apprezzò la vivacità intellettuale: Luca da Melicuccà , Vescovo di Isola Capo Rizzuto, legatissimo al Patriarca di Costantinopoli, e Bartolomeo da Simeri : il vero riformatore del monachesimo nella Sicilia normanna.


    RUGGERO DI SICILIA - ANNO 1125 - 1154
  • . (la sua successione la tratteremo nel successivo capitolo) Si era appena Lotario allontanato dall'Italia meridionale, lasciando a Rainulfo un migliaio di soldati tedeschi, quando il re RUGGERO II, con un fortissimo esercito raccolto in Sicilia, apparve sulla terraferma a scatenare la controffensiva.
  • . Ruggero, sentite le ragioni dell'uno e dell'altro, stabilì di affidare la decisione della contesa ai vescovi siciliani e con i legati dei due Pontefici in un apposito concilio; poi a fine 1137 scese a Palermo; ma prima che il concilio si riunisse Anacleto il 25 gennaio 1138 era morto.
  • . Nel medesimo concilio INNOCENZO II, messa in soffitta la pace appena fatta tre mesi prima, lanciò una nuova scomunica su Ruggero, pensando forse di far piegare il re di Sicilia ad accettare quelle condizioni di pace che egli pretendeva.
  • . Il prode Rainulfo era morto a Troia di febbre il 30 aprile del 1138 e, scomparso lui, unico uomo che poteva veramente contrastare Ruggero, tutto pendeva a favore del monarca siciliano.
  • . L'avanguardia pontificia, comandata da Roberto di Capua, cadde nell'agguato e fu dispersa senza che il Papa dietro nemmeno se ne accorgesse; poi il suo esercito si trovò improvvisamente circondato dalle truppe siciliane; così l'esercito, Innocenzo, il suo cancelliere Bimerico, i cardinali e i nobili romani, furono fatti tutti prigionieri (22 luglio).
  • . Due giorni dopo, il 25 luglio del 1139, con bolla pubblicata a Mignano, Innocenzo concedeva a Ruggero il titolo di re di Sicilia, lo assolveva dalla scomunica e gli riconosceva il possesso delle terre da lui conquistate, esclusa Benevento.
  • . Infatti il suo successore CELESTINO II, nominato papa il 26 settembre, si rifiutò di confermare il trattato di Mignano e Ruggero già prima ancora dell'inizio della primavera si era mosso con l'esercito dalla Sicilia verso il continente; ma la morte anche di questo Pontefice, avvenuta l'8 marzo del 1144 scongiurò un conflitto.


    GUGLIELMO RE DI SICILIA - ANNO 1154 - 1166
  • . Poi l'abbandono di Mhedia, in Africa, che assediata dagli Africani, si dice, che non ricevette le vettovaglie né fu soccorsa, per ordine del ministro, da una flotta siciliana al comando del gaito (corruzione di Kaid) PIETRO; eunuco musulmano, apparentemente convertito come tanti ce n'erano alla corte di Palermo.
  • . Era, questi, signore di CACCAMO, in Sicilia; giovane bello, valoroso, magnanimo, imparentato alla più alta nobiltà calabrese, stimatissimo nell'isola e fuori, che Maione aveva saputo attirare a sé, fidanzandolo con sua figlia e strappandolo all'amore della bellissima e ricca contessa di Catanzaro, vedova del conte del Molise e sorella naturale del re.
  • . MATTEO BONELLO si lasciò persuadere dalle parole dei baroni, accettò lieto la mano che la bella contessa personalmente gli promise, e, dopo aver giurato di uccidere colui che doveva essere suo suocero, fece ritorno in Sicilia.
  • . Le vicende di questo fosco periodo di storia, siciliana acquistano, ora l'aspetto di un romanzo, o di leggenda che a quei tempi erano un prodotto comune.
  • . Maione in Sicilia si era creato un altro nemico, molto potente perché costui godeva della fiducia del sovrano; era l'arcivescovo UGO di Palermo.
  • . Domata la rivolta in Sicilia, Guglielmo portò le armi in Calabria, dove qui il conte di LORETELLO, dopo avere invasa la Puglia, si era spinto ribellandovi i baroni locali, ai quali si era unita la contessa di Catanzaro.
  • . Poiché tutte le città dei suoi domini di terraferma erano ritornate all'obbedienza, il sovrano fece ritorno in Sicilia.
  • . Questa era il Regno di Sicilia, nel periodo di Barbarossa, dopo Milano.


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  • progetto dialetto siciliano- 2002/2003 - "Il galloitalico di Piazza Armerina ed Aidone" - I.T.I-I.TA.S.
  • . - "Ettore Majorana" - Piazza Armerina - Enna Intorno al sec.XI giunsero in Sicilia ed in tutta l’Italia meridionale, avventurieri provenienti dalla Normandia ( regione della Francia nord-occidentale).
  • . Conquistata la Puglia e la Calabria da Umfredo e Roberto il Guiscardo, due dei dodici figli di Tancredi d’Altavilla, la successiva conquista normanna della Sicilia fu ottenuta da un altro figlio: Ruggero .
  • . La conquista era stata preceduta dallo storico accordo di Menfi del 1059 tra il Papato ed i Normanni; con questo patto i Normanni avevano ottenuto dal Papa Niccolò II la legittimazione del loro dominio in Italia mentre il Papa si era assicurato un potente alleato nella lotta contro i sovrani tedeschi ed un aiuto valente nel recuperare alla cristianità la Sicilia dove i Saraceni avevano introdotto l’islamismo.
  • . Le prime città siciliane ad accogliere Ruggero come un liberatore furono Messina e Troina, seguite a ruota da tutte le altre, compresa Piazza Armerina, dove, proprio in onore della vittoria, si svolge annualmente lo storico Palio dei Normanni.
  • . La Sicilia ebbe ordinamento feudale , fu retta da Ruggero con il titolo di conte e considerata come feudo del ducato di Puglia.
  • . Alla morte del padre e dello zio, Ruggero II ereditò i rispettivi domini e li unificò stabilendone la capitale a Palermo dove nel 1136 venne incoronato re di Sicilia e Puglia.
  • . In Sicilia i Normanni crearono un forte Stato centralizzato , dotato di un’efficiente burocrazia regolarmente retribuita; le leggi e gli usi furono unificati e riuniti in un codice; l’amministrazione della giustizia fu affidata a funzionari regi, i giustizieri; per riscuotere le imposte vennero creati appositi uffici.
  • . La forte monarchia si estendeva dal Garigliano e dal Tronto fino a Santa Maria di Leuca ed alla Sicilia: l’unificazione politica del Mezzogiorno d’Italia era così compiuta e consolidata.


    La regione calabria
  • . A sud è separata dalla Sicilia dallo stretto di Messina, la cui distanza minima, nei pressi di Villa San Giovanni è di soli 3, 2 km Storia Le coste orientali della Calabria furono anticamente colonizzata dai Greci.
  • . Nel IX e X secolo la Calabria, che era stato il più ricco territorio di Roma prima della conquista dell'Egitto, fu terra di confine tra Bizantini e gli Arabi insediatisi in Sicilia, soggetta a razzie e schermaglie, spopolata e demoralizzata, con i soli monasteri Greci che provvedevano alla cultura.
  • . Nel 1060, i Normanni, sotto la guida di Ruggero I di Sicilia, fratello di Roberto il Guiscardo, si stabilirono lungo questo confine, e organizzarono un governo che fu messo in atto dai locali magnati Greci.

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    Normanni - Storia della Sicilia | FotoArteArchitettura
  • Sezioni: Cartina Sicilia Altre sezioni: Normanni I Normanni, popolazione d'origine Scandinava, si erano nel 911 stanziati in Normandia.
  • . Essi si inseriranno nelle contese sorte tra gli arabi di Sicilia e i bizantini di Puglia e di Calabria.
  • . I Normanni erano legati alla tradizione religiosa cristiana, pertanto la conquista normanna della Sicilia, che ebbe inizio da Messina, si pose da subito con lo spirito di un'operazione di riconquista.
  • . Maggiori fautori dell'opera di conquista della terra di Sicilia, furono due fratelli della famiglia Altavilla: Roberto il Guiscardo e Ruggero.
  • . Nel 1061 d.C, i due sbarcano in Sicilia, e nel 1063 nella battaglia di Cerami, sconfiggono i Musulmani.
  • . Ruggero d'Altavilla, dopo la morte del fratello Roberto avvenuta nel 1085 , governò col titolo di gran conte di Sicilia e di Calabria dimostrando un notevole spirito di tolleranza verso i vinti.
  • . Nel 1091 , con la conquista di Noto, la Sicilia sarà sotto il loro completo dominio.
  • . Nel 1097 Ruggero riceve dal Papa Urbano II l'Apostolica Legazìa con la quale ha facoltà di nominare direttamente tutti i vescovi Siciliani.
  • . Ruggero II riesce a completare la conquista di tutto il meridione continentale, riunendo in un unico Stato i domini normanni della penisola e la Sicilia.
  • . Ruggero ebbe il titolo di re di Sicilia e di Puglia.
  • . Il Duca Ruggero non volendo perdere l'occasione concluse, nel settembre 1130 , una alleanza militare con il Papa, a seguito della quale Anacleto II emise una Bolla che lo consacrava Rex Siciliae.
  • . Dopo di che, nella notte di Natale del 1130, con un cerimoniale utilizzato nell'anno 800 in occasione dell'incoronazione di Carlo Magno, Ruggero II, fu incoronato a Palermo con il nome di Ruggero I, Re di Sicilia, Puglia e Calabria.
  • . La Sicilia veniva così affidata al nipote di Tancredi d'Altavilla, e il Regno di Sicilia nasceva all'insegna di questa dinastia.
  • . Il Papa Innocenzopertanto si vede costrettoa a confermare a Ruggero la corona regia, e, nel mese di Luglio del 1139 , con "l'elevatio in regem" da parte di Innocenzo II, il Regno di Sicilia, riceveva un definitivo riconoscimento.


    I Normanni nella storia della Calabria
  • E’ NATO A MILETO E NON IN SICILIA RUGGERO II IL NORMANNO di IMPERIO ASSISI E’ nato a Mileto o in Sicilia Ruggero il Normanno? L’interrogativo, a distanza di novecento anni, si pone ancora anche per il fatto che non sono poche le città siciliane che contendono alla Calabra città di Mileto il vanto di aver dato i natali al “gran Re” di Calabria e di Sicilia.
  • . Per alcuni storici, e non solo siciliani, il luogo di nascita di Ruggero II viene localizzato nella terra di Trinacria, mentre per altri studiosi di storia normanna il gran Re non solo sarebbe nato a Mileto il 22/12/1095 ma ivi anche battezzato da San Bruno (il fondatore dell’Ordine dei Certosini) nella splendida chiesa di San Martino.
  • . Dipinto di Ruggero II (casa Naccari - Mileto) E’ inconfutabile che Mileto normanna, nel secolo XI, viene prescelta da, Ruggero I non solo come capitale della vastissima Contea, ma anche come residenza del gran Contado di Calabria e di Sicilia.
  • . Qui correvano le ambascerie dei principi forestieri, qui si solenizzavano gli sponsali del conte e delle figliuole; qui occorse la nascita di tanti principi, singolarmente di Ruggero II che poi divenne il primo Re di Napoli e di Sicilia”.
  • . Mentre è documenta la morte di Ruggero II a Palermo (il 1154), non esiste alcun documento che comprovi la sua nascita in terra di Sicilia.
  • . E’ una tesi poco credibile specialmente se si considera che, all’epoca, le comunicazioni viarie tra la Calabria e la Sicilia erano primitive, poco sicure e certamente proibitive per una puerpera che da poco aveva dato alla luce il futuro re di Sicilia e Calabria.


    Studi di SALVATORE TRAMONTANA
  • . Concretizzava cioè un impianto urbanistico e di potere che riconduceva a quel vantaggioso ma tormentato dialogo fra normanni e struttura ecclesiastica che, specie in Sicilia, avrebbe avuto più articolato sviluppo e più incisivo radicamento nel territorio.
  • . Mileto però, che era stata per parecchi anni il punto di aggregazione più importante per Ruggero I e che gli era servita da base per conquistare e controllare la Sicilia, non fu mai sede stabile di governo.
  • . II conte di Sicilia infatti, se non era soprattutto rimasto come il Guiscardo uomo di guerra, non aveva certo completamente abbandonato, in termini almeno di stato d’animo, l’esperienza nomade degli antenati vichinghi.
  • . E da nomade, appunto, aveva vissuto momenti essenziali della sua esperienza in Calabria e in Sicilia, nei cui spazi malgrado la necessità concreta di coordinare attorno a una sede stabile i quotidiani problemi di governo, non era riuscito a decidersi fra Troina, Messina e Mileto, né ad andare oltre il modello di una cancelleria e di un tesoro ambulanti.
  • . E non mancano le fonti documentarie che fanno riferimento a continue rivolte e a esemplari operazioni di polizia con le quali il conte di Sicilia riportava ordine e tranquillità.
  • . Quel che invece rimane ancora in ombra è la dimensione umana e politica del conte di Sicilia.
  • . E proprio questa consapevolezza diffusa persino in ambito pontificio — in quegli anni Urbano II gli riconosceva ad personam i diritti di Legazia apostolica — dimostra in qual misura erano cresciuti la forza e il prestigio del conte di Sicilia anche in campo internazionale.
  • . «Sempre avido di dominio qual era, Ruggero I – scrive Malaterra — fu preso dall’ambizione di impadronirsi [della Sicilia] pensando di poter trarre due vantaggi, uno per l’anima, l’altro per il corpo, se avesse ricondotto al culto di Dio un paese dedito agli idoli e avesse goduto egli stesso nel mondo i frutti e le rendite della terra che una gente invisa a Dio aveva a sé usurpato».


    Il Palio dei Normanni
  • . Ruggero, giunse in Italia nel 1057, affiancò dapprima il fratello Roberto il Guiscardo per sottrarre la Calabria ai bizantini, mostrando notevole ardimento e un'innata capacità di condottiero; successivamente procedette alla conquista sistematica della Sicilia impegnandosi a cacciare gli arabi in una campagna militare che tra soste e riprese durò ben trentun anni.
  • . delle Vittorie") che Ruggero farà portare dalla cavalleria davanti a sé, come propria bandiera nelle campagne di conquista della Sicilia musulmana.
  • . Ruggero fondò chiese e monasteri, favorendo il passaggio dal rito greco- bizantino a quello latino, considerato il monarca più autorevole dell'Italia continentale, nel 1098, ricevette l'investitura di legato apostolico "l'Apostolica legatio" dal papa Urbano II, cioè il potere di nominare vescovi, ciò gli permise di creare nuove sedi vescovili sia in Sicilia che in Calabria.
  • . Ruggero, è passato alla storia col titolo di "Gran Conte", e pur non avendo titolo regale, in realtà fu il primo re normanno di Sicilia.
  • . Fu tollerante con le tradizioni e con i costumi greci, latini e arabi che coesistevano, rispettò le lingue e le religioni, favorì l'immigrazione di colonie lombarde a Piazza Armerina, Aidone, Nicosia, San Fratello, Novara di Sicilia, che ancora conservano il loro dialetto gallo-italico.
  • . L'alleanza con i pontefici fa si che la conquista della Sicilia ha il sapore di una crociata, e questo particolare aspetto di "guerra di religione" costituirà il fondamento storico di tali leggende.
  • . Su detto Vessillo, che Ruggero farà portare davanti a sé come propria bandiera nel corso della guerra, sono attribuite le vittorie per il ripristino della cristianità in Sicilia, da ciò l'appellativo di "Maria SS.
  • . Il Sigillo di Ruggero "Signore, proteggi Ruggero, conte di Calabria e Sicilia e aiuto dei Cristiani" E' quanto si legge in un sigillo in piombo, del diametro di cm 3, con leggenda in lingua greca, cronologicamente anteriore al 1101; conservato a Napoli, presso l'Archivio di Stato.


    Storia di Sicilia: Ruggeru I lu gran conti - Storia siciliana: Ruggero I il Gran Conte --
  • . Vinuti comu mircinari, li Nurmanni fannu prestu a nfilarisi nta li liti ca asistevanu contru li papi di Roma, li duca Longupardi di Beniventu e di Salernu, li saracini di la Sicilia e li bizantini di la Puglia e di la Calavria.
  • . Sbarcati nta lu 1035, cumincianu la sô carrera straurdinaria a lu sirviziu di Rainulfo, carrera chi era distinata a cunchiudirisi cu la cunchista di tutta l’Italia miridionali e di la Sicilia cu la furmazioni di un regnu chi addivintò lu cchiù putenti e lu cchiù nmpurtanti di ddi tempi.
  • . Li Prutagunisti E` giustu ammuntuari li prutagunisti cchiù famusi di sta mprisa: Gugliemu Vrazzu di Ferru, c’addivintò conti di la Puglia, Rubertu lu Guiscardu, duca di Puglia e Calabria, Ruggeru lu Bossu, conti di Calabria e Sicilia e Ruggeru II, primu re di Sicilia.
  • . A lu Conti Ruggeru lu chiamaru lu “Bossu” picchì era robustu e forti, lu duca Rubertu lu chiamaru lu “Guiscardu” picchì era spertu e spicciu di menti, Guglielmu d’Inghilterra lu chiamaru lu “Conchistaturi” picchì avia cunchistatu l’Inghilterra, ecc.>> (Di Blasi nella Storia di Sicilia) Ruggeru “lu Bossu”, lu nicu di li figghi di Tancredi, accumincia la sô carrera senza farisi nutari, sutta l’ali di sô frati Rubertu.
  • . Tutti dui nzemmula si parteru a la cunchista di li principati Longupardi di Beniventu, Capua e Salernu; di li ducati, ancora, sulu di nomu, Bizantini, di Napuli, Surrentu, Amalfi e Gaeta, di lu catapanatu di Puglia e di Calabria e di l’emiratu arabu di Sicilia.
  • . Li rapporti tra li papa e l’Altavilla nun foru mai carmi, ma vista la supiriurità militari ( lu Guiscardu avia macari pigghatu priggiuneru lu papa Liuni IX e lu tinni pi novi misi nta lu 1053), cu l’accordu di Melfi (1059), l’Altavilla appiru lu “privileggiu” di cunsidirarisi vassalli di lu papa, ottinennu accussì lu ricunuscimentu di li diritti fiudali supra l’Italia Miridiunali e supra la Sicilia, chi ancora avianu a cunchistari.
  • . Doppu aviri rinfurzatu la so pusizioni nta l’Italia meridiunali, li frati Altavilla sbarcanu n Sicilia, chiamati di l’emiru di Catania, lu quali era mpignatu nta na Guerra sanguinusa cu lu califfu di Girgenti.

  • RUGGERO I DI SICILIA ?



    IDIS-DPF: La riconquista cristiana della Sicilia (1061-1091)

  • . - Istituto per la Dottrina e l'Informazione Sociale Voci per un Dizionario del Pensiero Forte La riconquista cristiana della Sicilia (1061-1091) di Marco Tangheroni 1.
  • . La conquista musulmana La conquista musulmana della Sicilia, operata a partire dall’827, con lo sbarco a Mazara di truppe composte da arabi, da berberi e da ispano-musulmani, fu il frutto di una lunga guerra combattuta contro l’impero romano d’Oriente, o impero bizantino.
  • . L’islamizzazione dell’isola è quasi completa nella parte occidentale, mentre la popolazione rimane in buona parte cristiana, di rito greco, in vaste aree della Sicilia Orientale, dove sopravvivono non pochi monasteri.
  • . Fra il 948 e il 1053 s’impone in Sicilia la dinastia kalbita — discendente dalla tribù dei kalb —, dotata di ampia autonomia e creatrice di una civiltà fastosa.
  • . Un quadro che si contrappone a un significativo sviluppo economico, conseguente sia all’introduzione di nuove tecniche agricole e artigianali, sia allo sfruttamento commerciale della posizione centrale occupata dalla Sicilia nel Mediterraneo.
  • . L’arrivo dei normanni Nel secolo IX, forti della loro superiorità marittima, i saraceni erano arrivati, oltre che a conquistare la Sicilia e a isolare la Sardegna, a costituire un emirato a Bari (840-870), a installarsi alle foci del Garigliano, nel basso Lazio, e, da qui, a compiere scorrerie contro la stessa Roma — con l’attacco alle basiliche di San Pietro e di San Paolo fuori le Mura, nell’846 —, e a insediarsi a lungo in Provenza.
  • . Mentre il processo di riconquista della penisola iberica, occupata dai mori nel secolo VIII, parte dagli stessi abitanti, in Sicilia, dal punto di vista dei protagonisti, si dovrebbe forse parlare semplicemente di "conquista normanna".
  • . 1078) e Roberto il Guiscardo dalle scomuniche precedenti e riconosce le conquiste da essi conseguite, dando a Roberto il titolo di "per grazia di Dio e di San Pietro duca di Puglia e di Calabria e, con l’aiuto dei due, futuro duca di Sicilia" , essi giurano fedeltà al Papa e alla Chiesa, impegnandosi a difendere non solo i territori pontifici ma anche le nuove modalità di elezione dei papi da parte dei cardinali, frutto della riforma ecclesiastica.


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  • RETE SICILIA :: CULTURA :: Storia della Sicilia Dominazione NORMANNA Verso la meta' dell'XI secolo alla fine di un periodo di lotte tra signori arabi, uno di questi chiese l'intervento dei Normanni, già' insediati nell'Italia meridionale.
  • . Ruggero conquistata tutta la Sicilia costituì' la "Contea di Sicilia" con l'appoggio dei papi, che attribuirono ai prìncipi normanni il titolo di legati apostolici.
  • . Alla morte di Ruggero nel 1130, gli succedette il figlio Ruggero II che uni' la Sicilia ai possessi normanni dell'Italia meridionale (poiché' si era estinta la dinastia di Roberto il Guiscardo), ottenendo il titolo di Re di Sicilia e di Puglia.
  • . Da allora il regno normanno di Sicilia ebbe parte di primo piano sia nei conflitti tra il papato e l'Impero, appoggiando la causa guelfa, sia nelle vicende mediterranee e nella lotta contro i Turchi.
  • . Nel 1190 Enrico VI si trovo', alla morte del padre, imperatore del Sacro Impero Germanico (Regno di Germania e Regno d'Italia) e Re di Sicilia.
  • . Con lui ebbe inizio il periodo svevo , durante il quale la Sicilia fu al centro delle trame politiche e diplomatiche dell'Europa.
  • . Sotto Federico II (1197-1250), formatosi culturalmente in Sicilia, l'isola raggiunse il punto forse proprio più alto della propria potenza, diventando per certi versi un modello di Stato assoluto ben organizzato e centralizzato quanto al sistema di governo, ma altamente tollerante in fatto di rapporti etnici e religiosi, ciò rese possibile la pacifica convivenza dei gruppi latini, normanni, tedeschi, arabi e greci che nel corso dei secoli si erano insidiati nell'isola.
  • . In questo periodo in Sicilia si parlavano tre lingue, portatrici delle tre civiltà che l'avevano dominata: Greca, Araba, Latina, tanto che Palermo e' detta "Urbs felix, populi dotata trilingui" (Pietro da Eboli); oltre queste lingue si vide spuntare il primo germe del "volgare eloquio" e la città' divenne la culla della lingua italiana.


    Sicilia - Storia di Sicilia - Arabi - Normanni - Svevi
  • Gli Arabi i Normanni e gli Svevi in Sicilia La dominazione Araba in Sicilia N elle loro scorrerie nel Mediterraneo , dopo aver conquistato le isole di Malta e di Pantelleria , i Saraceni (così vennero chiamati gli arabi in Occidente), mossero alla conquista della che riuscirono a strappare ai Bizantini con una serie di incursioni e campagne militari.
  • . La conquista della Sicilia da parte degli Arabi fu una cosa agevole, anche se essi impiegarono quasi 50 anni per la completa conquista, in quanto si trattò di cacciare dall'isola i Greci-Binzantini , divenuti, nel frattempo, deboli e quasi barbari.
  • . A detta degli storici, la Sicilia non sarebbe mai caduta in mano araba se il governo bizantino si fosse mostrato più risoluto.
  • . La Sicilia fu prima sede di Emirato dipendente dalla dinastia tunisina degli Aghlabiti che la governarono con i loro emissari, poi fu provincia indipendente con una propria dinastia quella dei Fatimi .
  • . Durante i 200 anni della loro dominazione, gli Arabi del resto non erano nè rozzi nè barbari, essi portarono la cultura, la poesia, le arti, le scienze orientali che misero radici nell'antico suolo della Sicilia , e abbellirono il loro regno con monumenti stupendi che segnarono un'epoca nella civiltà Europea.
  • . Sarebbe bello poter leggere "La storia araba di Sicilia" di Ibn Kalta , così pure gli scritti di di Noto (Siracusa) , entrambi scrittori arabo-siculi, di cui molti testi sono andati perduti.
  • . I ricordi più importanti che testimoniano la presenza araba in Sicilia sono quelli della loro architettura.
  • . La riconquista della Sicilia da parte dei Normanni avvenne con i fratelli di Guglielmo d'Altavilla , Ruggero I e Roberto il Guiscardo (l'Astuto), essi completarono la conquista della Calabria (1057/1060) e sempre nel 1060 si rimpossessarono di Messina , aiutatidall'Emiro di Siracusa Bencumen , il quale era in guerra contro suo fratello Belcamend , Emiro di Agrigento .

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