DOGI DELLA REPUBBLICA DI GENOVA

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  • . Ottonello, Masone 1998 Accinelli, Compendio Francesco Maria Accinelli, Compendio delle storie di Genova , Genova, 1851 Adorno, Della Torre Salvatore Adorno, ‘Della Torre, Raffaele [jr]’, in DBI, XXXVII, pp.
  • . 654-656 Airaldi, Genova Gabriella Airaldi, Genova e la Liguria nel Medioevo , in Anna Maria Nada Patrone/Gabriella Airaldi, Comuni e signorie nell'Italia settentrionale: il Piemonte e la Liguria , Torino, UTET, 1986, pp.
  • . Stefano Durazzo Arcivescovo di Genova (1635-1664)’, in ASLSP, n.s., XII/2 (1972), pp.
  • . Opere e documenti , in “Quaderni Franzoniani”, VI (1993), 2 Archivi Pallavicini Gli archivi Pallavicini di Genova .
  • . Bologna, in ASLSP, n.s., XXXV/2 (1995) Archivio Durazzo L'archivio dei Durazzo Marchesi di Gabiano , ASLSP, XCV (1981), 2 Assereto, Amministrazione Giovanni Assereto, ‘Dall'amministrazione patrizia all'amministrazione moderna: Genova’, in L'amministrazione nella storia moderna , Milano, Giuffrè, 1985, I, pp.
  • . Saggi di storia genovese tra il XVI e il XIX secolo , Savona, Elio Ferraris Editore, 1999 Assereto, Porti Giovanni Assereto, ‘Porti e scali minori della Repubblica di Genova in età moderna’, in Sistema portuale , pp.223-258, ripubblicato in Assereto, Metamorfosi pp.
  • . Barker , Army, Aristocracy, Monarchy: Essays on War, Society, and Government in Austria, 1618-1780 , New York 1982 Battilana, Genealogie Battilana, Genealogie delle famiglie nobili di Genova , Genova, Pagano, 1828-1833; rist.
  • . Genova 1581/82-Venezia 1644 , a cura di Ezia Gavazza, G.
  • . 102-124 Bitossi, Il ceto dirigente Carlo Bitossi, ‘Il ceto dirigente della Repubblica alla vigilia della guerra di Successione austriaca’, in Genova 1746 , pp.
  • . 528-531 Bitossi, Famiglie Carlo Bitossi, ‘Famiglie e fazioni a Genova.
  • . Patriziato e politica a Genova fra Cinque e Seicento , Genova, Ecig, 1990, p.
  • . 65-75 in questo volume Bitossi, Navi e politica Carlo Bitossi, ‘Navi e politica nella Genova del Seicento’, in AALSL, s.



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  • . Designazione delle Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura di Genova, Savona, Imperia e La Spezia, coordinate dalla Unioncamere Liguri, quali autorita' pubbliche, incaricate di effettuare controlli sulla denominazione di origine protetta «Basilico Genovese», registrata in ambito Unione europea ai sensi del regolamento (CEE) n.



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  • . Posta alla frontiera dell'Impero Bizantino, sviluppò un forte spirito d'indipendenza che la portò ad essere una delle città stato che formarono le Repubbliche marinare, insieme a Genova, Pisa e Amalfi.
  • . Nonostante il grande potere dato loro dal dogato, i dogi veneziani erano costretti per legge (a differenza, ad esempio, di quelli della Repubblica rivale di Genova - a passare il resto della loro vita all'interno del complesso del Palazzo dei Dogi e della Basilica di San Marco.
  • . Posta alla frontiera dell'Impero Bizantino, sviluppò un forte spirito d'indipendenza che la portò ad essere una delle città stato che formarono le Repubbliche marinare, insieme a Genova, Pisa e Amalfi.
  • . Venezia, guidata da una forte oligarchia militare e mercantile, tra la fine del XIV secolo e la prima metà del XV, aveva unificato il Veneto e parte della Lombardia e aveva continuato le lotte contro Genova per il predominio commerciale sui mari.
  • . Venezia fu sconfitta da Genova nel 1354, la guerra riprese nel 1376, per il possesso dell'isola di Tenedo, all'entrata dello stretto dei Dardanelli.
  • . La pace di Torino (1381) confermò la supremazia veneziana nel Mediterraneo e segnò l'inizio del declino di Genova.



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  • . In anni remoti, Genova era conosciuta anche con il termine di "Dominante": repubblica marinara assieme ad Amalfi, Venezia e Pisa, fu tra le quattro, per diversi secoli, la più potente.
  • . Il 20 aprile 1814, a seguito della capitolazione di Parigi, Genova fu occupata dalla marina inglese che formò un Governo provvisorio; infine, fu annessa al Regno di Sardegna.
  • . L'origine del nome di Genova è assai complessa e controversa: la leggenda vuole Genova derivare dal dio Giano bifronte, in latino Janus, il dio del passaggio.
  • . Ciò è molto importante nella storia di Genova ed in epoca medievale questa tesi venne presa in tale considerazione che la città assunse il nome di Ianua in vece del latino Genua.
  • . Ciò trova un solido riscontro nel fatto che tutt'oggi Genova è porta fra l'Europa ed il Mediterraneo.
  • . La teoria della "Porta" la si ritrova nell'importanza data alla porta a Genova, ogni portale veniva decorato e sullo stipite posto un bassorilievo, spesso raffigurante San Giorgio che uccide il drago o altre scene di santi.
  • . Esempio eclatante è la così detta Porta Soprana (da Superana), la principale porta d'accesso alla città sulla quale è incisa una magnifica iscrizione medievale nella quale "la Porta stessa" si fa interprete di Genova con le parole: † In nomine omnipotentis Dei, Patris et Filii et Spiritus Sancti.
  • . È accettato dalla maggioranza dei linguisti che Genua e Genaua (Ginevra) siano varianti dello stesso nome (la posizione geografica di Ginevra, posta all'estremità del Lemano, ricorda non a caso quella di Genova).
  • . E, sempre riguardo al nome di Genova va, poi fatta notare una particolarità: i santi protettori di Genova sono San Giovanni Battista - patrono ufficiale della città - e San Giorgio.



    Italia XI XII
  • . La prosperità di Amalfi decadde presto per la concorrenza di Pisa e di Genova; nel 1076, soggiogata dai Normanni e sottoposta a tributo, la gloriosa repubblica perdette l'autonomia politica ed economica.
  • . c) Le Repubbliche di Pisa e di Genova.
  • . Ben poco sappiamo di Pisa e di Genova anteriormente al Mille.
  • . Certo esse non possono vantare un'autonomia così antica come quella di Amalfi, poiché fecero parte del Regno italico e seguirono spesso le vicende dei territori retrostanti: Pisa infatti appartenne al Marchesato di Toscana, e Genova fu nel secolo X una marca, governata dalla famiglia feudale degli Obertenghi, così detta da un Oberto, che ne era ritenuto il capostipite.
  • . Appunto all'inizio del secolo XI Pisa e Genova si unirono per combattere un avventuriero arabo di Spagna, Mogahid (il Mugetto della tradizione), il quale, datosi alla pirateria, aveva conquistato le Baleari, saccheggiato le coste della Corsica e della Sardegna, distrutto la città di Luni, e assalito Pisa; quest'ultima sarebbe stata difesa dalla leggendaria eroina Cinzica Sismondi.
  • . Il possesso della Sardegna e della Corsica fu poi causa di infinite rivalità fra Pisa e Genova, finché nella pace del 1285 si decise che la Sardegna rimanesse in parte a Pisa, e che Genova avesse la Corsica.
  • . Le Crociate e la decadenza di Amalfi furono le occasioni, da cui Pisa e Genova trassero i maggiori vantaggi, sia sostituendosi agli Amalfitani nell'egemonia del Tirreno, sia impiantandosi nel Levante con aziende commerciali di prim' ordine.
  • . Genova istituiva allora la sua famosa Compagna, associazione di liberi cittadini, con duplice scopo, politico e mercantile; essa era retta da consoli e, curando i maggiori interessi della cittadinanza, a poco a poco assunse il governo della repubblica.

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    ALTRI GIUSTINIANI ILLUSTRI
  • ALTRI GIUSTINIANI ILLUSTRI Dal Volume I dal n° 16 al n° 20 della Raccolta storica delle Famiglie Illustri Italiane Edito nel 1907 in Firenze e Livorno dall ‘Editore Primo Riccomi Di seguiti alcuni Giustiniani di Genova “illustri” riportati anche dalla fonte sopra citata.
  • . Il diploma imperiale si conserva nell’archivio Giustiniani di Genova.
  • . Antonio Longo, morto nel 1412, è cavaliere e Conte palatino, candidato al dogato, è citato anche dall’annalista Agostino Giustiniani (del ramo Banca), come comandante di varie galee durante la guerra di Chioggia nel 1380, prese a Trieste la pietra marmorea rappresentante il leone di S.Marco che ancora oggi è murato all’esterno di Palazzo Giustiniani di Genova.
  • . Ai Garibaldi, entrati nella maona nel 1387, apparteneva Francesco che nel 1387 venne bandito da Genova con i fratelli Leonardo e Raffaello sotto l’accusa di tradimento e sei anni dopo fu eletto doge.
  • . Angelo dell’ordine dei Minori e poi vescovo di Genova scrisse il Commentario in Joannem nel 1565.
  • . Dovrebbero ancora “sopravvivere” i Campi a Genova, i Fornetti a Roma, Livorno e Smirne ed i Recanelli a Genova e Ferrara.


    COMUNI E SIGNORIE - P15- CRONOLOGIA
  • RIASSUNTO ANNI dal 1339 al 1343 GUERRE DI GENOVA PISA E FIRENZE - LOTTE TRA POPOLO E NOBILTA' LE COMPAGNIE DI VENTURA GENOVA TRAVAGLIATA DALLE DISCORDIE INTESTINE.
  • . Le famiglie guelfe si erano sostenute in Genova fino al 1331, ma quando, in questo anno, per aver fomentato ed aiutato ribellioni in Sardegna, la repubblica ligure era entrata in guerra con gli Aragonesi, per il bene della patria comune le discordie tra Guelfi e Ghibellini erano state composte, questi ultimi erano tornati in città e le pubbliche cariche erano state ugualmente divise tra le due fazioni.
  • . Primi a prender le armi furono gli abitanti di Voltaggio, irritati dalla prigionia del loro concittadino Pietro; li imitarono poco dopo quelli delle valli della Polcevera e del Bisagno; poi fu la volta dei Savonesi, i quali, sollevatisi, si impadronirono dei magistrati, dei nobili e di ODOARDO DORIA, che governava la città, ed eletti capitani due popolani, mossero verso Genova, dove il popolo era pronto alla rivoltarsi.
  • . I capitani non stimarono prudente opporsi alla volontà popolare e, abbandonato il potere, uscirono da Genova e si ritirarono nelle loro terre.
  • . Malgrado però questi successi, il governo del doge fu ostacolato molto dalle non poche famiglie di nobili che erano rimaste a Genova ed agivano d'accordo con quelle di fuori, tanto che nel 1344 il Boccanegra fu costretto ad ammettere nel Consiglio e nelle altre cariche i nobili e a permettere che il suo potere fosse limitato.


    CRONOLOGIA - ITALIA ANNI 1354
  • . (vedi qui e le loro gesta) Con la morte di Giovanni, la potente signoria viscontea attraversa un momento di crisi perchè i suoi vasti territori vengono divisi in tre parti, ciascuna dominata da uno dei tre nuovi signori, ad eccezione di Milano e di Genova che rimangono in comune.
  • . La guerra tra Genova e Venezia si è anche estesa e coinvolge Milano che viene così a trovarsi con i genovesi schierati contro Venezia , gli Estensi , i Gonzaga e gli Scaligeri .
  • . ANNO 13 55 *** VENEZIA - Dopo vari scontri delle due repubbliche marinare, senza arrivare a una felice conclusione militare, entrambe, Venezia e Genova, finalmente trovano una più saggia soluzione: è chiamata la "Pace dei mari".
  • . Il 1 giugno il nuovo Doge firma a Milano la pace con Genova, a condizioni umilianti per Venezia che deve pagare un risarcimento per i danni di guerra di ben 200.000 ducati, una cifra enorme il cui pagamento avrà gravi ripercussioni su tutta l'economia veneziana dei prossimi anni.


    Campagna Amica
  • Sabato 10 Giugno 2006 SETTEMBRE 2005 Genova Mostre L'ORTO DELLA TERRA DEI DOGI di Sandra Chiarato Una mostra inaugura il restauro della Torre Massimiliana a Sant’Erasmo, polmone verde della Laguna, dove oggi come secoli fa si producono ortaggi prelibati.


    THE ILARDI MICROFILM COLLECTION Part A
  • . Duca di Milano (1451-1494); Duca di Ferrara e di Modena (1454-1483); Venezia (1454-1486); Genova (1451-1486); Siena (1462-1487); Sarzana (1467); Citta di Castello (1482); Ristretto cronologico...
  • . 1v-3; Duca di Milano, 50v-66; Duca di Ferrara e di Modena, 77v-81; Venezia, 100v-09; Duca di Urbino, 116-18; Genova, 146v-48; Lucca, 159v-62; Bologna, 177v-80; Perugia, 185v-89; Rimini, 195; Pesaro, 199; Siena, 214-20.
  • . GENOVA 282.
  • . Lettere della Repubblica di Genova ai Gonzaga: filmed 1480-88.

  • Benefits


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    Società Numismatica Italiana - Recensioni di volumi e riviste
  • . Esse furono prodotte dalle zecche italiane di Milano con 340 monete, Como con 31, Venezia con 8, Genova 5 seguono Cremona, Piacenza, Firenze e le zecche francesi, con una escursione cronologica teorica dalla metà del XII secolo alla seconda metà del XIV secolo ed una, più probabile, dagli inizi del trecento all’ultimo ventennio circa del medesimo secolo.


    La grande storia
  • . Sebbene molte siano state le città italiane interessate dal fenomeno, quattro furono quelle che seppero prevalere sulle altre e che sono passate alla storia: Amalfi, Pisa, Genova e Venezia.
  • . Alleatasi con Genova, allo scopo di eliminare il pericolo musulmano, nel 1015 la flotta pisano-genovese riuscì ad infliggere una pesante sconfitta alle navi saracene, mentre un secolo dopo le due repubbliche affrontarono i secolari nemici nelle Baleari scacciandoli anche da quell'arcipelago.
  • . Dopo poco, tuttavia, l'antica alleanza con Genova si trasformò in aperta rivalità: ormai infatti il Mediterraneo Occidentale era troppo piccolo per le due potenze marinare.
  • . Genova A capo dello Stato fu per primo il vescovo, poi i Consoli, ed infine il Doge, eletto a vita.Tuttavia, il protagonista vero e proprio del governo fu sempre la Compagna, una grande associazione di mercanti e di marinai, che amministrava i beni del Comune e promuoveva ogni genere di iniziativa.
  • . Per combattare contro i Musulmani Genova si alleò con Pisa, ma, entrata in conflitto con la sua ex-alleata, rimase unica padrona del Tirreno e del Mediterraneo occidentale.
  • . Ma nel Trecento, in seguito alla famosa guerra di Chioggia, Genova, esaurita dal lungo sforzo, fu costretta a riconoscere la supremazia veneziana.


    Archeosub news ottobre 2003 - archeologia subacquea - sub - laguna - Venezia
  • . (Fonte: La Sicilia Ed, Palermo) www.archeosub.it GENOVA: pronta la galea del XVII secolo per il Museo del Mare.
  • . La galea costituirà l'attrazione di uno degli angoli più suggestivi di Genova 2004, nell'ambito delle esposizioni che la vedrà capitale europea della cultura.
  • . Quella in arrivo a Genova è lunga 40 metri, ha un albero di maestra alto 20 metri a cui è fissata una lunga antenna che sostiene una vela latina di 750 metri quadrati, che chiamavano il bastardo.
  • . L'arrivo a Genova è previsto nel giro di due settimane al massimo.
  • . La galea sarà trasferita a Genova via mare, sul ponte della nave olandese Anet, smontata in quattro parti, per poter entrare nel museo che ha uno spazio di manovra di soli 13 metri.
  • . A Genova i quattro pezzi dovranno essere messi insieme: un lavoro che richiederà da novembre, per tre mesi, una squadra di cinque persone.




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